La prassi: come ragionano le domande "situazionali"
Molti quesiti descrivono una scena al nido e chiedono il comportamento corretto. La risposta giusta segue quasi sempre gli stessi principi: rispetto dei tempi del bambino, relazione individuale, prevedibilità, coinvolgimento della famiglia, osservazione prima dell'intervento, sicurezza. Le opzioni sbagliate di solito forzano, sostituiscono il bambino, lo confrontano con gli altri o escludono i genitori.
Le routine
Accoglienza, pasto, cambio, sonno e ricongiungimento sono momenti educativi, non tempi "di servizio": danno prevedibilità e sicurezza.
- Accoglienza: accompagna il passaggio del bambino dal familiare all'educatore.
- Cambio: momento di relazione individuale e di cura del corpo. Si anticipano a parole i gesti e si attende la collaborazione del bambino. Mai lasciare il bambino incustodito sul fasciatoio.
- Pasto: si favorisce l'autonomia, lasciando che il bambino mangi da sé, anche con le mani.
- Sonno: si rispettano ritmi e rituali individuali di addormentamento; il sonno non si impone.
- Ricongiungimento: serve anche a raccontare alla famiglia la giornata del bambino.
Ambientamento
Oggi si preferisce "ambientamento" a "inserimento": è un processo attivo che coinvolge bambino, famiglia ed educatori. Si organizza in modo graduale, con la presenza iniziale di un familiare e distacchi via via più lunghi. Prima di iniziare è buona prassi un colloquio con la famiglia sulle abitudini del bambino.
- Il genitore che vorrebbe "sparire" per evitare il pianto va invitato a salutare in modo chiaro, dicendo che tornerà.