Il quadro: dalla Costituzione all'ICF
L'inclusione poggia sull'art. 3, secondo comma, Cost. (rimuovere gli ostacoli al pieno sviluppo della persona) e sull'art. 38, terzo comma: gli inabili e i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale. Tappe storiche: la L. 517/1977 abolisce le classi differenziali e introduce l'insegnante di sostegno; la sentenza della Corte costituzionale n. 215/1987 riconosce il diritto pieno alla frequenza della scuola superiore.
- La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità è del 2006 (New York), ratificata dall'Italia con la L. 3 marzo 2009, n. 18, che ha istituito l'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. La disabilità nasce dall'interazione tra menomazioni e barriere; l'art. 24 riguarda l'educazione inclusiva; l'art. 7 mette al centro il superiore interesse del minore; l'art. 2 definisce l'accomodamento ragionevole e la progettazione universale.
- L'ICF (Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute) è stata approvata dall'OMS nel 2001; la versione per bambini e adolescenti è l'ICF-CY (2007). Ha preso il posto dell'ICIDH (1980, menomazione-disabilità-handicap). Il modello è bio-psico-sociale e ha applicazione universale. Il funzionamento è l'interazione tra condizioni di salute e fattori contestuali: i fattori ambientali sono facilitatori o barriere (una rampa è un facilitatore); i fattori personali sono considerati ma non classificati. Capacità = cosa la persona fa in un ambiente standard; performance = cosa fa nel suo ambiente reale.
La L. 104/1992
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