Piaget: lo sviluppo cognitivo
Jean Piaget studia il bambino con il metodo clinico, un colloquio flessibile che segue il filo del suo ragionamento. Lo schema è una struttura organizzata di azione o pensiero, ripetibile e generalizzabile. L'adattamento all'ambiente è l'equilibrio tra assimilazione (integrare il nuovo negli schemi che si hanno) e accomodamento (modificare lo schema: la mano che si allarga per afferrare un oggetto più grande). L'equilibrazione è il processo che supera gli squilibri.
Gli stadi sono quattro e la loro sequenza è invariante, anche se l'età può variare: sensomotorio (0-2 anni circa), preoperatorio (circa 2-7, quello della scuola dell'infanzia), operatorio concreto, operatorio formale (pensiero ipotetico-deduttivo).
- Il sensomotorio ha sei sottostadi: si parte dall'esercizio dei riflessi; poi le reazioni circolari primarie (sul proprio corpo, come succhiare il pollice), secondarie (sugli oggetti, come scuotere il sonaglio per sentire il suono), terziarie (variare apposta l'azione per vedere cosa cambia); nell'ultimo il bambino combina mentalmente gli schemi.
- Si conquista la permanenza dell'oggetto: l'oggetto esiste anche se non si vede. L'errore A-non-B è cercarlo dove lo si è trovato prima, anche dopo averlo visto spostare.
- La funzione simbolica rende possibili il gioco simbolico e l'imitazione differita (riprodurre un gesto in assenza del modello).